Cravatta: l’accessorio maschile per eccellenza

Pubblicato : 02/10/2019 09:45:17
Categorie : Accessori Uomo

Cravatta

Numerosi pubblicazioni sulla storia della cravatta e le sue origini, citano la colonna di Traiano a Roma come esempio di raffigurazione del primo antesignano con questo accessorio maschile. Ma ciò che indossavano i legionari romani all’inizio del II secolo d.C. ricordano solo da lontano l’odierne cravatte: si tratta semplicemente di un pezzo di stoffa avvolto intorno al collo.

I veri precursori della cravatta sono i fazzoletti, che entrarono a far parte dell’abbigliamento maschile della metà del XVII secolo. Allora la cravatta a punta era sinonimo di immensa ricchezza, perché persino la più costosa, cucita a mano, oggi è economica rispetto alla cravatta a punta che il re inglese Carlo II indossava nel 1660. Infatti, costava 20 sterline e 12 scellini – in un’epoca nella quale un paio di sterline rappresentavano un buon introito annuale.

Il primo prototipo della cravatta attuale risale al XVIII secolo,ed è americano. È la cosiddetta “bandana”, un grande fazzoletto a disegni che avvolgeva più volte intorno al collo e si fissava con un fiocco; fu il pugile americano, James Belcher, a renderla popolare.

All’inizio del XIX secolo, l’inglese George Bryan Brummel, introdusse una moda assolutamente innovativa, dandy leggendario e grande stilista, soprannominato “beau” , egli aborriva qualsiasi esagerazione della moda. L’abbigliamento di un gentleman non doveva mai essere ridicolo o vistoso, e pertanto il suo look consisteva in frac blu, panciotto e calzoni beige, stivali neri e fazzoletto da collo immacolato.

In questo contesto ci interessa solo quest’ultimo dettaglio; Brummel aveva sempre a disposizione un gran numero di fazzoletti bianchi inamidati. Quando un nodo gli riusciva male, prendeva un fazzoletto nuovo e ripeteva l’operazione, finché non era soddisfatto del risultato. Poiché il procedimento poteva durare a lungo, la sua scorta di teli era spropositata, come del resto il conto della lavanderia.

Ma la cravatta moderna non ha più nulla a vedere con quella usanza, perchè le dirette antenate delle nostre cravatte furono quelle indossate nei college o nei club. Nel 1880 i membri dell’Exter College di Oxford presero i nastri dei loro capelli di paglia e se li legarono al collo con un semplice nodo, creando così la prima cravatta da club.

Il 25 giugno dello stesso anno, ordinarono al loro sarto, cravatte con colori appropriati e diedero inizio a una nuova moda, che venne accolta con entusiasmo da altri club e scuole inglesi. L’antenata della cravatta a disegni fu la Macclesfield tie, che prese il nome da una cittadina dell’Inghilterra nordoccidentale, dove veniva lavorata la seta grezza proveniente dall’India e dalla Cina. Qui, intorno al 1900 vennero create, in una inedita varietà di disegni, cravatte destinate ai membri di un ceto medio emergente che voleva dimostrare di aver raggiunto una certa posizione sociale.

Nella sua forma attuale, la cravatta moderna esiste dal 1924, anche se è possibile scorgerne esemplari simili nelle fotografie del periodo che precede la prima guerra mondiale. Prima di quella data, tuttavia, le cravatte in genere venivano tagliate a drittofilo e foderate con un altro tessuto.

Pertanto si consumavano in fretta e il nodo creava orribili pieghe. Fu il newyorchese Jesse Langsdorf a trovare una soluzione: ricavò la cravatta tagliando il tessuto con un angolo di 45° rispetto al drittofilo. Inoltre non impiegò una singola striscia di seta, bensì tre, che poi venivano cucite insieme. Successivamente l’innovazione venne brevettata ed esportata in tutto il mondo. Ancora oggi le cravatte da cerimonia di buona qualità vengono realizzate con tale procedimento.

disegno di una cravatta

Sulla colonna traiana di Roma appare un legionario con il “focale”, che fungeva al contempo da fazzoletto e da protezione contro il freddo.

La cravatta uomo di Qualità 

Purtroppo, non è possibile descrivere le caratteristiche fondamentali delle cravatte di qualità: questa si mostra solo al tatto. Pertanto, prima di acquistarne una, bisognerebbe prenderla in mano e tastarla. Di solito si consiglia di stropicciare la seta per verificare se resta sgualcita; la prova, però anche se discutibile, andrebbe fatta con delicatezza.

Altri metodi, come tirare determinate cuciture, non sono sempre consigliabili e spesso non danno risultati inequivocabili. La prima impressione tattile resta quindi la migliore, se avete una sensazione positiva, siete già sulla buona strada.

Di norma una buona cravatta è ricavata da tre pezzi di stoffa cuciti insieme. A osservare attentamente, si notano le cuciture tra le singole parti, eseguite, anche nelle cravatte migliori, con la macchina da cucire. La cucitura che tiene ferma l'accessorio all’interno, invece, dovrebbe essere fatta a mano, nel caso in cui l’articolo venga reclamizzato come handmade o “rifinito a mano”.

Il passante che tiene ferma l’estremità più stretta, può essere cucito all’interno della cravatta. Alcune case di moda infilano le due estremità del passante nella cucitura centrale; questo particolare è indicativo dell’accuratezza della realizzazione, ma non della qualità della seta, dell’imbottitura o del tessuto della fodera.

Tipico delle cravatte italiane è il cosiddetto self-tipping, che consiste nel foderare le punte delle due estremità con lo stesso materiale della cravatta. E' un semplice particolare stilistico, che però non è indicativo della qualità della seta. Prima si esaminare i particolari tecnici, il fattore determinante è, come già accennato, che la cravatta presenti una buona consistenza al tatto.

cravatta blu

Il Meglio del Meglio: le migliori cravatte

le cravatte migliori sono quelle in pura seta o lana, anche se l’indicazione 100% seta o cashmere sull’etichetta, non dice la verità sulla natura della stessa.

In realtà la dicitura, dovrebbe essere “esterno 100% seta” (o 100% cashmere), perché anche le cravatte più pregiate hanno un’anima realizzata con un materiale diverso. Di solito non viene specificato, ma la cosa non è grave.

Esistono tuttavia cravatte che possono davvero fregiarsi del marchio 100% seta e che vengono denominate seven fold ties.

Si tratta di costosi capolavori, il cui nome indica l’abbondanza di materiale adoperato per realizzarle: un quadrato di seta viene ripiegato sette volte fino a ottenere la forma di una cravatta. Non c’è nessun altro inserto o imbottitura estranea nella seven fold tie, ma esclusivamente seta; è il non plus ultra delle cravatte e allo stesso tempo della sobrietà.

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