Camicia uomo: le origini di un capo d'eccellenza

Pubblicato : 04/04/2020 15:28:10
Categorie : Camicie

camicia uomo

La camicia uomo ha origini molto antiche, anche se lo sviluppo della sua forma attuale prese avvio solo alla fine del XIX secolo.

Fino al 1871, quando la ditta Brown Davis & Co di Aldermanbury depositò il primo modello con l’abbottonatura sul davanti, la camicia uomo si infilava dalla testa, ma si era affermata come capo d’abbigliamento maschile.

Per tutto il XVIII secolo, fu considerata ancora un indumento intimo, per tanto si indossava sotto una sopravveste lasciando spuntare solo il colletto.

Il fatto che togliersi la giacca, qualora non sia stato espressamente richiesto, si consideri tuttora una mancanza di stile soprattutto alla presenza delle signore, indicava che la camicia uomo non può dissimulare la sua vera origine.

A molti può sembrare una regola superata, ma se teniamo presente che la storia della camicia ci narra che questo capo nasce come indumento intimo, l’origine di tale convenzione, ancora ben radicata nell’immaginario collettivo perlomeno nel mondo occidentale - apparirà allora più comprensibile.

Per un re, un presidente o un primo ministro sarebbe inammissibile presentarsi solo in camicia in una circostanza ufficiale.

Fino alla fine del XIX secolo, la camicia bianca era il simbolo dell’agiatezza; solo le persone più nobili potevano permettersi di far lavare di frequente le loro camicie e di averne a disposizione un buon numero di esemplari per cambiarle spesso.

Dal momento che, ogni genere di professione ne comprometteva il candore, la camicia bianca poteva comparire solo addosso ad un gentleman, ovvero un nobile o un appartenente all’alta borghesia che viveva di rendita.

camicia a righe

Le camicie a righe diventarono di moda solo a partire dalla fine del XIX secolo, ma faticarono a essere accettate come parte del classico abbigliamento cittadino da lavoro.

Le camicie a quadri, invece, continuarono a suscitare il sospetto che fossero destinate a camuffare eventuali macchie di sporco.

Il compromesso fu trovato con le camicie colorate munite di colletto e polsini bianchi; un tipo di combinazione tuttora molto usato, anche se la solennità di una camicia bianca resta ineguagliata.

La forma del colletto camicia è un importante segno distintivo dello stile di ogni camicia uomo; i colletti assunsero fin da subito fogge diverse, ma la distinzione principale è quella tra colletto alla coreana e colletto rovesciabile.

Fino alla fine del XIX secolo, dominò il primo in diverse varianti, la misura del collo determinava la grandezza del colletto della camicia.

Il colletto alla coreana venne a mano a mano sostituito da quello rovesciabile e, dagli anni trenta del XX secolo, si iniziò a usarlo solo con lo smoking o con il frac.

Entrambi i colletti presentavano una variante rimovibile, pertanto era possibile lavare il colletto tutti i giorni, risparmiando il resto della camicia; particolare del tutto privo di interesse, per chi poteva permettersi di fare lavare le proprie camicie tutti i giorni.

Tuttavia, un ulteriore vantaggio del colletto staccabile, era quello di poterne variare la forma, dando cosi l’idea di possedere tante camicie diverse senza peraltro acquistarne di nuove.

A prelevare, erano piuttosto i lati negativi, come ad esempio, il fatto di doverlo allacciare ogni volta e di dover perdere tempo al mattino, per cercare il bottone del colletto della camicia uomo.

Ciò nonostante, qualche personaggio eccentrico è rimasto fedele a questa moda, come per esempio, il celebre scrittore americano Tom Wolfe, il cui abbigliamento, riflette uno spiccato gusto per gli anni trenta.

Dalla fine della prima guerra mondiale, la camicia uomo non ha subìto cambiamenti di rilievo. Negli anni Sessanta è stato aggiunto il taschino, in sostituzione dello scomparso panciotto, ma le camicie classiche ne sono prive, tanto più che nessuno ha ancora ben compreso che cosa debba contenere.

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