Un po’ di storia: La Camicia da uomo

Pubblicato : 07/04/2018 10:43:54
Categorie : Camicie

La Camicia da Uomo

La camicia da uomo ha origine molto antiche, anche se lo sviluppo della sua forma attuale prese avvio solo alla fine del XIX secolo. Fino al 1871, quando la ditta Brown Davis & Co di Aldermanbury depositò il primo modello con l’abbottonatura sul davanti, la camicia era infilata dalla testa, anche se ormai da tempo si era affermata come capo d’abbigliamento. Per tutto il XVIII secolo fu considerata ancora un indumento intimo, per tanto si indossava sotto una sopravveste lasciando spuntare solo il colletto camicia .

Il fatto che si consideri tuttora una mancanza di stile-soprattutto alla presenza di signore togliersi la giacca, qualora non sia stato espressamente richiesto, indica che la camicia non può dissimulare la sua vera origine.

A molti può sembrare una regola superata, ma se teniamo presente che la camicia è nata come indumento intimo, l’origine di tale convenzione - ancora ben radicata nell’immaginario collettivo, perlomeno nel mondo occidentale - apparirà allora più comprensibile. Per un re, un presidente o un primo ministro sarebbe inammissibile presentarsi in maniche di camicia in una circostanza ufficiale. Fino alla fine del XIX secolo la camicia bianca era il simbolo dell’agiatezza; solo le persone più ambienti, infatti, potevano permettersi di far lavare di frequente le loro camicie e di averne a disposizione un buon numero di esemplari per cambiarle spesso. Dal momento che ogni genere di professione ne comprometteva il candore, la camicia bianca poteva comparire solo indosso a un gentleman, ovvero un nobile o un appartenente all’alta borghesia che viveva di rendita. Le camicie a righe diventarono di moda solo a partire alla fine del XIX secolo, ma faticarono a essere accettate come parte del classico abbigliamento cittadino da lavoro. Le camicie a quadri, invece, continuarono a suscitare il sospetto che fossero destinate a camuffare eventuali macchie di sporco.

Il compromesso fu trovato con le camicie colorate munite di colletto e polsini camicia bianchi; un tipo di combinazione tuttora ben accetto anche se la solennità di una camicia bianca resta ineguagliata.

La forma del colletto camicia è un importante segno distintivo dello stile di ogni camicia. I colletti assunsero fin da subito fogge diverse, ma la distinzione principale è quella tra colletto alla coreana e colletto rovesciabile. Fino alla fine del XIX secolo dominò il primo in diverse varianti. La misura del collo determinava la grandezza del colletto camicia. Il colletto alla coreana venne a mano a mano sostituito da quello rovesciabile e, dagli anni trenta del XX secolo, si iniziò a usarlo solo con lo smoking o con il frac. Entrambi i colletti presentavano una variante rimovibile. Pertanto era possibile lavare il colletto tutti i giorni, risparmiando il resto della camicia. Particolare del tutto privo di interesse per chi poteva permettersi di fare lavare le proprie camicie tutti i giorni. Tuttavia, un ulteriore vantaggio del colletto camicia staccabile era quello di poterne variare la forma dando cosi l’idea di possedere tante camicie diverse senza peraltro acquistare di nuove. A prelevare erano piuttosto i lati negativi, come per esempio il fatto di doverlo allacciare ogni volta e di dover perdere tempo al mattino per cercare il bottone del colletto camicia . Ciò nonostante, qualche personaggio eccentrico e rimasto fedele a questa moda, come per esempio il celebre scrittore americano Tom Wolfe, il cui abbigliamento riflette uno spicciato gusto per gli anni Trenta. Dalla fine della prima guerra mondiale la camicia non ha subìto cambiamenti di rilievo. Negli anni Sessanta è stato aggiunto il taschino, in sostituzione dello scomparso panciotto, ma le camicie classiche ne sono prive, tanto più che nessuno ha ancora ben compreso che cosa debba contenere.

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